Flagg

il blog di un diversamente sano di mente

{…quando,…sei, …qui, …con_me}

Il titolo del post non c’entra assolutamente nulla, puo’ essere una citazione da “Il cielo in una stanza” oppure un pezzo di codice.

In questo inizio di Agosto 2019, questa volta un Agosto berlinese con pioggia e fresco, tiro le somme del primo anno in Germania. Questi mesi sono passati molto piu’ velocemente di quelli trascorsi a Malta, giacche’ il tempo e’ sempre piu’ relativo, e breve.

Ho dovuto cambiare lavoro perche’ la azienda che mi aveva assunto, e permesso di trasferirmi qua diciamo, a fine dello scorso anno e’ fallita (per la seconda volta in un anno). E’ stata una bella esperienza, ho conosciuto molte persone, tecnici e non, che mi hanno dato molto. Mi hanno anche permesso non solo di crescere, ma di migliorare e cambiare il mio modo di pensare e di lavorare.

Tanti anni fa il mio professore di matematica del liceo, buonanima, ci racconto’ che nei primi tempi all’universita’ non riusciva ad ingranare, ad ottenere risultati. Un giorno decise di cambiare e di fare qualcosa di definitivo, e … cambio’ la sua calligrafia. Da disordinato col tempo divenne ordinato e da li in poi ottenne sempre buoni risultati e naturalmente buoni voti. Ancora ricordo i compiti in classe con le sue correzioni in un “font” piccolo ma chiaro ed ordinato.

Penso di aver fatto qualcosa di simile, soprattutto nei primi mesi del 2018, un po’ a martellate diciamo, ma come ho imparato qua con molta umilta’.

In Italia il modo di lavorare tedesco non funziona perche’ le persone sono troppo permalose, e piu’ invecchiano piu’ si ritengono infallibili.

Praga

Praga è una città romantica, ricca di misteri, vicoli e leggende. Ogni aspettativa che avevo è stata mantenuta, a parte ahimè il cibo, che ho trovato poco vario (o forse è stata solo la sfortuna del turista poco esperto).

Insieme all’alchimia, ai golem, ai ponti, alle marionette e alle torri astrologiche si possono trovare troupe che girano serie televisive (Atlantic Crossing), absynthe bar che sembrano luna park e test di Franz Kafka che girano

Vi ritornerò sicuramente per visitare i luoghi che non sono riuscito a vedere, in primis il castello.

Come creare un portfolio gratis

I portali di fotografia sono utili, ti forniscono una media visibilità, in alcuni casi è possibile avere un confronto ed un parere da parte di altri fotografi ed in ogni caso sono utili a fare un po’ di networking. Ci sono però alcune considerazioni da fare:

  • se gratuiti, questi portali hanno in genere un massimo numero di upload settimanale
  • sono pieni di advertising
  • caricata un file, quella è, se vuoi caricarne una nuova versione, avrai caricato una “nuova” immagine. Non esiste il concetto di replacement e di conseguenza ogni valutazione e/o commento è legato a quel determinato file
  • il dominio è precostituito (i.e http://portale.pinomaruti.com)

Ma quali sono le alternative per realizzare qualcosa di un po’ più personalizzato? In genere si ha bisogno di una piattaforma se non addirittura di un CMS , ovvero nella maggior parte dei casi ad oggi (2019) vuol dire una installazione di WordPress, con relativa configurazione-personalizzazione-caricamento dei file.

Ma c’è veramente bisogno di un CMS per quello che quasi sicuramente sarà una pagina statica? Magari senza neppure autenticazione, acquisti, etc etc? Assolutamente no.

Il portfolio è il primo biglietto da visita di un fotografo, di un designer o di un freelancer. Deve essere personalizzabile, deve essere veloce, semplice e diretto.

Altre considerazioni:

  • C’è bisogno di investire in un hosting a pagamento? No
  • C’è bisogno di investire in un dominio a pagamento? Ancora una volta. No

Tutto quello che occorre è, e badate bene, fino a che non diventate tanto famosi da avere milioni di visitati al giorno:

  1. un contenitore virtuale per le vostre immagini e per i testi che vi interessa pubblicare (e qui entra in gioco con il mio fantastico portfolio-creator , che verrà illustrato in un post successivo). A tal proposito la cosa più pratica da fare è creare un account su Github e clonare il repo di cui sopra.
  2. un account su Netlify, per caricare i dati del vostro portfolio, che grazie a Github sarà versionato e storicizzato. Netlify vi permette di avere una url pubblica con un nome buffo e diciamo che a questo punto potete già testare il vostro portfolio online.
  3. un account su Freenom per ottenere un dominio gratuito (ad esempio .tk ). Con Freenom è possibile naturalmente gestire i DNS e quindi far puntare il vostro dominio personale a Netlify (vedi punto 1, nome buffo)
  4. [optional] Creare un account su Google Tag Manager per avere le informazioni sul traffico del vostro portfolio

Al momento il portfolio-creator è in grado di generare una galleria di immagini in base alle vostre categorizzazioni per cartelle che avete effettuato sul vostro PC o Mac.

K.i.s.s. ? Beh intanto abbiamo messo su l’infrastrutturina, piano piano automatizzeremo il più possibile.

PS si è vero occorrono almeno un account su Github (connesso poi a Netlify ed uno per Freenom. Ma entrambi sono gratuiti e non invasivi della privacy.

How to take screenshots of Netflix

  • Open Netflix from Chrome
  • Ctrl / Command+ Shift + P (This will open Chrome Dev Tools)
  • Ctrl /Command + Shift + P
  • Input Screenshot from the keyboard
  • Select the last item: Capture Screenshot
  • Voila, Screenshot saved!

Recuperare una esperienza passata

A volte capitano cose che ti fanno fare un tonfo al cuore, tipo quando ti rubano o danneggiano qualcosa, oppure sai di aver perso per sempre un oggetto a cui eri affezionato.

Poi ci sono delle esperienze che hai vissuto ma di cui hai cercato di tenere pure una traccia, una registrazione, una fotografia.

Metti di aver scattato una sera una sequenza di fotografie, metti di volerle rivedere due giorni dopo e trovare che la memory card è illeggibile

La prima cosa che subentra è il panico, poi passi ad una leggera disperazione in cui cerchi in qualche maniera di recuperare e cerchi cerchi cerchi, infruttuosamente… o quasi.

Nel 2019 abbiamo dei sistemi operativi abbastanza potenti e veloci, ma non ci aiutano ancora nella maniera più corretta possibile, o meglio, non ci forniscono le informazioni per poter risolvere in qualche maniera un problema. Windows 10 in particolare, e puoi provare qualsiasi cosa, se trova un disco danneggiato o una SD corrotta (che bello il termine corrotto, ha un non so che di morale e poetico, quasi che un oggetto possa essere colpevole) al massimo ti chiede se vuoi cancellare tutto.

Puoi provare mille mila lettori di SD card diversi, puoi provare un cavo OTG e collegare un lettore allo smartphone, sperando che sia meno schizzinoso. Puoi cercare qualche *tool costoso* che effettui una mini forensic. Vi assicuro che fanno tutti schifo dal punto di vista della usabilità ma soprattutto: non servono a nulla.

Ma poi lo trovi… il toolletto magico, quello più banale, che funziona da linea di comando, in una finestra DOS. Ma funziona da DIO

E così, per una volta, non hai buttato via un ricordo ed una esperienza

PS il tool è PhotoRec ed ho fatto una donazione all’autore

Testing SVG in React Native

As React Native, or better Android and iOS don’t support SVG natively the only way to use an Svg is transforming it into a component.

The package is react-native-svg and I will briefly describe some pros/ cons and a fast way to test it.

Cons: you have to adapt and translate the SVG into a component, and this could take time

Pros: at the end of this kind of migration you will have something that could be adjusted and styled from top, passing the right prop into it (like color,stroke, fill…). Beside this you can test a component, so yes it sounds funny, you can test the logical ui behaviour of an icon for example.

Apart from the package installation, which is pretty straight forward and links for both Android and IOS, you will need a tool to adapt your existing xml code, or in case if you have to export if from Sketch or similar tool. Otherwise you can use the SVGr Playground and an optimizer like SVGOMG

Gestire eventi, luoghi e prenotazioni con WordPress gratuitamente

Accade ogni tanto di dover gestire un calendario con relative location su mappa.

Event Manager free ma le mappe di default sono quelle di Google, e per poterle utilizzare oggi server un piano a pagamento e/o un account di fatturazione per il Google Cloud

Quindi una possibile soluzione è installare

Events Manager – OpenStreetMaps (free) questo richiede un account, sempre free ma questa volta su OpenCage

Piccola nota, il secondo plugin sembrava richiedere la version 7.1 di PHP, poichè su Altervista potevo utilizzare solo la 7 ho scaricato il pacchetto e lo ho ri-uploadato. WordPress ha digerito il tutto senza fiatare…

Street Photography in Berlin

Per festeggiare il mio genetliaco (ben otto lustri) gli amici miei mi hanno regalato un workshop di lusso, con un maestro della fotografia locale: Martin U Waltz.

Un weekend ricco di esperienze, dai ritmi molto serrati e che per tirare le somme ritengo mi sia servito molto, sia come linee guida generali ma anche per cambiare alcune prospettive che avevo sulla “fotografia di strada”. Sia ben chiaro, sarebbe bello seguire un corso e diventare subito bravi o migliorare il proprio stile, ma nella realtà dei fatti le uniche cose importanti sono limitare gli errori, focalizzare l’attenzione su un tema o soggetto, diventare sempre più veloci.

Uno dei principi di Waltz è il decluttering. Insomma quello che Marie Kondo va predicando per la casa,  va applicato allo stesso modo alla fotografia. Ogni elemento che possa distrarre l’attenzione dell’osservatore, è un problema. Come fotografi sappiamo cosa stavamo osservando, ricordiamo esattamente quel momento magari e abbiamo questa connessione a quella particolare esperienza. Il nostro sguardo è automaticamente attirato verso ciò che ci aveva colpito in quel preciso istante.

Ma un osservatore esterno non era lì con noi magari e soprattutto non era noi, di conseguenza se non il soggetto non è chiaramente evidente nella scena ed al contempo ci sono troppe distrazioni, troppo rumore di fondo, la fotografia perde totalmente senso e non colpisce.

Altra interessante esperienza è stato far visionare un mio “portfolio” dedicato alla street; erano scatti abbastanza recenti e di cui diciamo non ero fierissimo ma ogni critica ricevuta è stata molto utile.

Ricapitolando

  • less cluttering
  • conquer the chaos 
  • minimalism

E poi alcune perle o consigli generali

  • Lot of textures? Use black and white
  • You don’t need to shoot people to speak about people
  • When something went wrong, you are too late or too afraid


Alcuni spunti e alcuni nomi di grandi artisti

Piccola parentesi tecnica…

…ovvero la scusante di come sono finito ad acquistare una nuova fotocamera compatta

Come poco qua sopra ho scritto un fattore importante per la street è la velocità. Leggasi: “non ve la potete stare a menare con iso, apertura e tempi, dovete scattare punto”. Come diceva Morpheus “Stop trying to hit me, and hit me!

Allo stesso tempo bisogna essere scaltri e confondersi con l’ambiente.

Se tiri fuori una reflex con un teleobiettivo da 3-400 mm è difficile che:

  • una persona per strada non ti noti, soprattutto se la stai inquadrando
  • se non si è accorta di te perchè stai furbescamente andando in modalità “paparazzi”, la tua foto al massimo sarà peculiare ma piatta

Alternativa Numero 1: Usare un grandangolo e fare le foto di lato (col soggetto quasi perpendicolare a voi)

  • il soggetto se non capisce cosa sia un 10-20mm pensa stiate puntando qualcos’altro
  • questo escamotage funziona perchè il soggetto è abbastanza naturale, ma al contempo le proporzioni sono totalmente distorte e la foto risulta un po’ troppo artistica

Alternativa Numero 2: utilizzare lo smartphone

  • le lenti di ultima generazione sono ottime e al contempo i cellulari sono abbastanza veloci per comporre una foto in tempi brevi
  • in condizioni di poca luce è difficile smanettare con le impostazioni solo con una mano, idem inquadrare e scattare

Alternativa Numero 3: una fotocamera compatta a lente fissa

Per quanto ci siano vari stili in questo genere, le foto più forti di solito sono quelle in cui il soggetto è parte preponderante dell’inquadratura.

Il bello della street photography è che il soggetto deve essere inquadrato con le proporzioni più simili a quelle della vista umana. La distanza focale umana media si aggira sui 35-50mm, di conseguenza per avere un contatto ancora più stretto col soggetto ma al contempo catturare parte della scena attorno o dietro di esso bisogna usare una lente che si aggiri tra i 28mm ed i 50mm.

Tutto questo per dire che una reflex non è adatta alla street photo perchè non puoi confonderti facilmente con l’ambiente oppure essere abbastanza scaltro come con una compatta piccola, nera, silenziosa e soprattutto veloce: infili la mano in tasca,  punti, scatti due o tre volte e la rinfili in tasca.

Se guardate ai più noti fotografi di questo genere vedrete che utilizzano per lo più macchine compatte, o micro 4/3, analogiche o digitali non ha importanza. Non se la stanno a menare con tante opzioni, ne impostano una o due e poi iniziano a scattare.

Quindi ho optato per una marca che non avrei mai considerato in altri contesti, ovvero la Ricoh, col il modello GR II

Json2jsx (IT)

Dopo innumerevoli linee di codice e tempo perso a ripetere gli stessi passi (crea cartella, crea file .jsx, crea file .css )