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il blog di un diversamente sano di mente

Autore: flagg Page 1 of 11

Revisioni

Ristrutturando quello che dovrebbe essere un portfolio le prime idee che mi erano venute per realizzare una semplice galleria di immagini erano basate potrebbe essere una rivisitazione dello stile Pinterest / masonry:

Alternativamente una colonna di immagini oppure una colonna kebab-style

O ancora, una colonna in cui ogni immagine è ridimensionata in base alla larghezza massima (carousel verticale)

Ogni approccio sulla carta, o meglio sul prototipo può funzionare, ma quando poi provi a materializzare una di queste idee, le cose cambiano. Come quando vuoi appendere al muro delle foto e vuoi decidere quali e in quale ordine.

Nascono casuali correlazioni geometriche, minuscoli particolari che messi assieme creano un qualcosa di nuovo e inaspettato.

Mentre investigo sulla disposizione migliore, ho scelto di mettere due o una foto per riga.

From macro to micro

Leggendo The Culture Map, per me una rivelazione dello scorso anno (benchè sia uscito nel 2014), approfondisco come culturalmente non siamo solo abituati ad affrontare problemi e le situazioni lavorative in maniera diversa, ma siamo anche portati ad approcciare la fotografia in maniera diversa.

Cosi come chi legge da sinistra a destra è portato ad analizzare un contesto bidimensionale in un F-pattern (sinistra-destra) e viceversa una F flippata in oriente (destra-sinistra), allo stesso modo la stessa immagine viene osservata in maniera diversa a seconda del contesto.

In Cina quando si scrive un indirizzo si parte dalla regione, poi città, poi zona, quartiere ed infine il civico. Per noi occidentali è banalmente l’opposto. Siamo abituati a partire dal micro per arrivare al macro.

Gli asiatici tendono a partire dal contorno per arrivare alle parti più importanti di una composizione in un secondo momento. E questo si applica anche nei ritratti. In oriente infatti i close-up non sono utilizzati per descrivere la persona. E’ il contesto, l’ambiente e la figura piena che devono descriverla.

Te puerto all’aeropuerto

A pochi passi da casa si trova il parco di Tempelhofer Feld, uno dei luoghi più caratteristici di Berlino. Una volta aeroporto, fu trasformato grazie ad un referendum locale, in un parco pubblico.

Qui si può correre, fare un barbeque, andare in bici, skate, monopattino elettrico, kite skateboarding o anche semplicemente sdraiarsi sul prato.

La cosa forse più peculiare rispetto ad un parco “normale” è appunto percorrere le piste di atterraggio e decollo, o avvicinarsi alla torre di controllo.

Sebbene lo abbiamo visitato molte volte, pochi giorni fa ho scoperto una piccola radura con dodici pietre raffiguranti i segni zodiacali. E parte subito il sottofondo di Saint Seiya

La stessa eco dei miei fantasmi

Cantare The Winner takes it all con una donna tedesca mai vista prima alle 3 di notte in un ristorante, per la celebrazione improvvisata del compleanno del gestore del locale (Berlino, 2019)

Vedere salire un tizio sulla metro con un piatto di pasta in ceramica, con relativa posata e vederlo scendere alla fermata successiva, mentre tre suonatori russi entrano ed iniziano a suonare. (Berlino, 2020)

Un ragazzo senza braccia che prova a coprirsi per il freddo. E ci riesce. (Berlino, 2019)

Un tizio visibilmente ubriaco che urla “Malta is the new Las Vegas” mentre aspettiamo che arrivi un taxi a prenderci (Malta, Paceville 2016)

Traslochi traslochi traslochi

Questo blog potrebbe sottotitolarsi “diario di un traslocatore”, dati i non so quanti post dedicati al tema.

Ogni volta mi riprometto “è l’ultima volta che mi faccio sto mazzo” e ogni volta mi contraddico. Perchè non cerco mai una qualche ditta che lo faccia al posto mio? Perchè traslocare da soli non è facile, soprattutto se non hai un mezzo tuo.

Il car sharing mi è venuto in soccorso, spezzo anche una lancia per la prima volta in favore delle Smart, son piccoline ma il portapacchi è abbastanza capiente per un valigione o due trolley pieni.

Traslocare ti aiuta a conoscere nuove strade e nuove parti della città, più naturalmente nuove scorciatoie (quando le trovi). Ogni città poi ha le sue dinamiche, il suo clima ed i suoi ritmi. E poi naturalmente c’è il quotidiano. Guarda caso la settimana scorsa rientrati dalle ferie natalizie abbiamo anche effettuato un trasloco di ufficio.

Psicologicamente il trasloco ti impone di venire a patti con lo spazio e con i ricordi. Sebbene da qualche tempo abbia iniziato ad adottare una politica minimalista, ma mentre il ciarpame tecnologico nel tempo si è ridotto, per libri e riviste il discorso è un po’ diverso. Valutare qualcosa che mi permetta di fondere l’esigenza di scrivere ma soprattutto leggere senza occupare spazio e senza pesare tonnellate? Si, ma al momento non trovo nulla che mi soddisfi.

Fisicamente però ormai ne risento tantissimo, per non parlare dello stress psicologico ad esempio di cercare l’auto, parcheggiarla di fronte al portone, correre a prendere i pacchi entrare in auto partire e ripetere le stesse azioni a destinazione, naturalmente senza ascensore, una delle tante peculiarità berlinesi. Il tutto più volte durante la giornata, per un totale di pochi frettolosi giorni per liberare la casa.

Aggiungiamoci che come mia buona norma catalizzi eventi peculiari, altrimenti non mi spiegherei come sia possibile che la stessa mattina in cui inizio a spostare oggetti la polizei faccia uscire di strada una auto rubata per fermarla, naturalmente nella mia via. Vedi immagine qua sopra.

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Cambio di quartiere, cambio di vita in parte. Perché andrò a vivere in una zona completamente diversa, tanto esotica/hipster quanto ruspante. Negozi diversi, lingue per la strade molto diverse dalla tranquilla, famigliare e forse persino un po’ noiosa Prenzaluerberg.

Lo scorso anno si è concluso con quello che ho percepito un generale senso di stanchezza in molte persone.

Come creare un portfolio gratis

I portali di fotografia sono utili, ti forniscono una media visibilità, in alcuni casi è possibile avere un confronto ed un parere da parte di altri fotografi ed in ogni caso sono utili a fare un po’ di networking. Ci sono però alcune considerazioni da fare:

  • se gratuiti, questi portali hanno in genere un massimo numero di upload settimanale
  • sono pieni di advertising
  • caricata un file, quella è, se vuoi caricarne una nuova versione, avrai caricato una “nuova” immagine. Non esiste il concetto di replacement e di conseguenza ogni valutazione e/o commento è legato a quel determinato file
  • il dominio è precostituito (i.e http://portale.pinomaruti.com)

Ma quali sono le alternative per realizzare qualcosa di un po’ più personalizzato? In genere si ha bisogno di una piattaforma se non addirittura di un CMS , ovvero nella maggior parte dei casi ad oggi (2019) vuol dire una installazione di WordPress, con relativa configurazione-personalizzazione-caricamento dei file.

Ma c’è veramente bisogno di un CMS per quello che quasi sicuramente sarà una pagina statica? Magari senza neppure autenticazione, acquisti, etc etc? Assolutamente no.

Il portfolio è il primo biglietto da visita di un fotografo, di un designer o di un freelancer. Deve essere personalizzabile, deve essere veloce, semplice e diretto.

Altre considerazioni:

  • C’è bisogno di investire in un hosting a pagamento? No
  • C’è bisogno di investire in un dominio a pagamento? Ancora una volta. No

Tutto quello che occorre è, e badate bene, fino a che non diventate tanto famosi da avere milioni di visitati al giorno:

  1. un contenitore virtuale per le vostre immagini e per i testi che vi interessa pubblicare (e qui entra in gioco con il mio fantastico portfolio-creator , che verrà illustrato in un post successivo). A tal proposito la cosa più pratica da fare è creare un account su Github e clonare il repo di cui sopra.
  2. un account su Netlify, per caricare i dati del vostro portfolio, che grazie a Github sarà versionato e storicizzato. Netlify vi permette di avere una url pubblica con un nome buffo e diciamo che a questo punto potete già testare il vostro portfolio online.
  3. un account su Freenom per ottenere un dominio gratuito (ad esempio .tk ). Con Freenom è possibile naturalmente gestire i DNS e quindi far puntare il vostro dominio personale a Netlify (vedi punto 1, nome buffo)
  4. [optional] Creare un account su Google Tag Manager per avere le informazioni sul traffico del vostro portfolio

Al momento il portfolio-creator è in grado di generare una galleria di immagini in base alle vostre categorizzazioni per cartelle che avete effettuato sul vostro PC o Mac.

K.i.s.s. ? Beh intanto abbiamo messo su l’infrastrutturina, piano piano automatizzeremo il più possibile.

PS si è vero occorrono almeno un account su Github (connesso poi a Netlify ed uno per Freenom. Ma entrambi sono gratuiti e non invasivi della privacy.

How to take screenshots of Netflix

  • Open Netflix from Chrome
  • Ctrl / Command+ Shift + P (This will open Chrome Dev Tools)
  • Ctrl /Command + Shift + P
  • Input Screenshot from the keyboard
  • Select the last item: Capture Screenshot
  • Voila, Screenshot saved!

{…quando,…sei, …qui, …con_me}

Il titolo del post non c’entra assolutamente nulla, puo’ essere una citazione da “Il cielo in una stanza” oppure un pezzo di codice.

In questo inizio di Agosto 2019, questa volta un Agosto berlinese con pioggia e fresco, tiro le somme del primo anno in Germania. Questi mesi sono passati molto piu’ velocemente di quelli trascorsi a Malta, giacche’ il tempo e’ sempre piu’ relativo, e breve.

Ho dovuto cambiare lavoro perche’ la azienda che mi aveva assunto, e permesso di trasferirmi qua diciamo, a fine dello scorso anno e’ fallita (per la seconda volta in un anno). E’ stata una bella esperienza, ho conosciuto molte persone, tecnici e non, che mi hanno dato molto. Mi hanno anche permesso non solo di crescere, ma di migliorare e cambiare il mio modo di pensare e di lavorare.

Tanti anni fa il mio professore di matematica del liceo, buonanima, ci racconto’ che nei primi tempi all’universita’ non riusciva ad ingranare, ad ottenere risultati. Un giorno decise di cambiare e di fare qualcosa di definitivo, e … cambio’ la sua calligrafia. Da disordinato col tempo divenne ordinato e da li in poi ottenne sempre buoni risultati e naturalmente buoni voti. Ancora ricordo i compiti in classe con le sue correzioni in un “font” piccolo ma chiaro ed ordinato.

Penso di aver fatto qualcosa di simile, soprattutto nei primi mesi del 2018, un po’ a martellate diciamo, ma come ho imparato qua con molta umilta’.

In Italia il modo di lavorare tedesco non funziona perche’ le persone sono troppo permalose, e piu’ invecchiano piu’ si ritengono infallibili.

Recuperare una esperienza passata

A volte capitano cose che ti fanno fare un tonfo al cuore, tipo quando ti rubano o danneggiano qualcosa, oppure sai di aver perso per sempre un oggetto a cui eri affezionato.

Poi ci sono delle esperienze che hai vissuto ma di cui hai cercato di tenere pure una traccia, una registrazione, una fotografia.

Metti di aver scattato una sera una sequenza di fotografie, metti di volerle rivedere due giorni dopo e trovare che la memory card è illeggibile

La prima cosa che subentra è il panico, poi passi ad una leggera disperazione in cui cerchi in qualche maniera di recuperare e cerchi cerchi cerchi, infruttuosamente… o quasi.

Nel 2019 abbiamo dei sistemi operativi abbastanza potenti e veloci, ma non ci aiutano ancora nella maniera più corretta possibile, o meglio, non ci forniscono le informazioni per poter risolvere in qualche maniera un problema. Windows 10 in particolare, e puoi provare qualsiasi cosa, se trova un disco danneggiato o una SD corrotta (che bello il termine corrotto, ha un non so che di morale e poetico, quasi che un oggetto possa essere colpevole) al massimo ti chiede se vuoi cancellare tutto.

Puoi provare mille mila lettori di SD card diversi, puoi provare un cavo OTG e collegare un lettore allo smartphone, sperando che sia meno schizzinoso. Puoi cercare qualche *tool costoso* che effettui una mini forensic. Vi assicuro che fanno tutti schifo dal punto di vista della usabilità ma soprattutto: non servono a nulla.

Ma poi lo trovi… il toolletto magico, quello più banale, che funziona da linea di comando, in una finestra DOS. Ma funziona da DIO

E così, per una volta, non hai buttato via un ricordo ed una esperienza

PS il tool è PhotoRec ed ho fatto una donazione all’autore

Testing SVG in React Native

As React Native, or better Android and iOS don’t support SVG natively the only way to use an Svg is transforming it into a component.

The package is react-native-svg and I will briefly describe some pros/ cons and a fast way to test it.

Cons: you have to adapt and translate the SVG into a component, and this could take time

Pros: at the end of this kind of migration you will have something that could be adjusted and styled from top, passing the right prop into it (like color,stroke, fill…). Beside this you can test a component, so yes it sounds funny, you can test the logical ui behaviour of an icon for example.

Apart from the package installation, which is pretty straight forward and links for both Android and IOS, you will need a tool to adapt your existing xml code, or in case if you have to export if from Sketch or similar tool. Otherwise you can use the SVGr Playground and an optimizer like SVGOMG

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