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il blog di un diversamente sano di mente

Category: Arti Marziali

Sick Leave after surgery

Dopo lunghissimissima attesa (circa sei mesi) ho superato l’intervento chirurgico per la ricostruzione del legamento crociato anteriore (rottomisi a Maggio 2015).

La quantità di dettagli che avevo raccolto pre intervento non sono stati sufficienti, il decorso post operatorio (il rehab) oltre ad essere soggettivo fisiologicamente, lo è anche in termini pratico-logistici. Su questi mi soffermerò perchè ritengo hanno un minimo di utilità per tutti coloro che debbano ricostruirsi un LCA e non vogliano rompere l’anima al prossimo.

Sulla parte più strettamente fisiologica (con un nuovo capitolo della saga The Fatty Code) scriverò in un secondo momento.

Punti da affrontare appena si esce dall’ospedale e si hanno in mano le stampelle:

  • camminare
  • salire e scendere le scale
  • andare in bagno
  • salire su una automobile (doloroso ma fattibile)
  • cucinare
  • farsi le punture da soli (attualmente in progress)
  • vestirsi da soli
  • vestirsi da soli advanced (attualmente in progress)
  • implicazioni 

Stage di Kali (e elementi di JKD)

Bello bello bello! Lo dice anche la ciocca che mi è venuta alla mano verso la fine.
Allora prima di tutto bisogna prendere dimestichezza con l’uso del bastone
Ce ne sono di vari tipi a seconda del materiale usato, dal legno ferro il più duro a quelli più leggeri (rattan), ma comunque belli compatti.
Si impugna il bastone con due mani a pugno a partire dal fondo, la posizione giusta per la mano che lo tiene è quella del pugno superiore.

Un colpo va dato utilizzando tutto il corpo e non solo muovendo spalla-braccio
I quattro punti di attacco: si divide in quattro l’avversario, a croce:

  • superiore destro
  • superior sinistro
  • inferiore destro
  • inferiore sinistro
  • affondo

Ogni volta che si porta un colpo il braccio va a riposo. Importante: l’altra mano sta al centro del petto a riposo

Prima tecnica
con il bastone si para il colpo e con l’altra mano si intercetta la mano avversaria
ci si muove su di un triangolo, uscendo lateralmente a dx o sn dell’avversario

Attacco a croce, per disarmare
si para il colpo, si intercetta la mano, si fa uscire il bastone dall’interno verso l’esterno cercando di colpireil volto dell’avversario, si afferra il bastone altrui e spingendo il proprio si disarma l’avversario (il bastone rimane in mano)

Nel complesso: una arte marziale veramente ricca e molto più prodonda di quanto pensassi. Avessi tempo e dinari da investirci…

Lo stage è stato tenuto da un istruttore della Scuola IMARA

Nuove regole arbitrarie IJF per le competizioni dal 2013

Prima parte (e già piovono le critiche)

Solo un arbitro sul tatami ed un arbitro al controllo video aiutato via radio da un membro della commissione arbitraria o un altro arbitro giudicheranno l’incontro.

Un sistema di rotazione verrà attivato per gli arbitri. LA giuria IJF interverrà solo quando si considerà necessario.

Ippon: per dare maggior valore “prendere solo in considerazione le tecniche con un reale impatto sul pavimento con la schiena”

Atterrare sulla posizione di ponte: tutte le situazioni di atterraggio sulla posizione di ponte saranno considerate Ippon

Penalità 

Durante l’incontro ci saranno tre shido, il quarto hansoku make (tre avvertimenti e la squalifica).

Lo shido non da punti all’avversario, solo punteggi tecnici possono dare punti sul segnapunti. 

Alla fine dell’incontro, se il punteggio è uguale, vince chi ha meno shido.

Se l’incontro continua al golden score (a causa della parità), il primo che riceve uno shido perde, oppure il primo che realizza una tecnica vince.

Kuzushi e fisica

Prima di partire il nostro amico Ali è tornato a parlare di uno dei principi del Judo: il kuzushi, ovvero rompere l’equilibrio dell’avversario.
Ancora una volta è importante ribadire come la “semplice” angolazione delle braccia durante l’esecuzione di una tecnica sia fondamentale per aumentare al massimo l’efficienza della tecnica stessa. Soprattutto per ridurre al minimo lo sforzo. 

Per esempio è fondamentale nell’esecuzione di O Soto Gari, portare la gamba di tore oltre la linea immaginaria che passa attraverso i piedi di uke per creare il corretto kuzushi. Fatto questo la falciata della gamba servirà solo a portare un uke già in equilibrio precario.

Ps spero che Ali un giorno scriva un libro…

Ne-waza alternatives

Ieri con Alì in palestra abbiamo visto qualche metodo per uscire da un osaekomi causato da (kuzure) kesakatame e da yokoshihokatame.

Per quanto riguarda kesakatame, la cosa come al solito più errata è girarsi a destra e a sinistra per girare l’avversario: è praticamente impossibile liberararsi, a meno che l’avversario non sia molto più leggero oppure non sia giù con le spalle e la testa.

I passaggi per liberarsi sono tre:

  1. avvicinarsi il più possibile alla schiena dell’avversario afferrando la cintura
  2. cercare di infilare il ginocchio sotto la sua schiena
  3. (parte più difficile) fare ponte con schiena e collo 
  4. sfruttare il piccolo spazio creatosi per ruotare su se stessi e capovolgere l’avversario

Per quanto riguarda Yokoshiokatame, afferrare la cintura e provare a capovolgere l’avversario non è fattibile. Questo perchè la forza che ti blocca a terra è perpendicolare al tuo corpo e di conseguenza occorre creare una leva diversa.

Quindi:

  1. afferrare la cintura e girarsi sul fianco più vicino all’avversario 
  2. questi come reazione cercherà di portarsi in avanti per schiacciarci a terra
  3. mentre effettua questa reazione, infilare il palmo della propria mano libera sullo stomaco o sull’anca dell’avversario
  4. avvicinarsi con la gamba per inserirla sotto l’avversario
  5. ruotare su se stessi per capovolgere l’avversario e immobilizzarlo

Se effettuata been questa controtecnica, porterà il braccio dell’avversario sotto le vostre gambe, togliendo qualsiasi possibilità di movimento

JI : Judo Intelligence

L’allenamento estivo di oggi mi ha portato a disquisire con Ali, compagno di allenamento e grande tecnico judoistico (e non solo) di quali potrebbero essere gli spunti statistici per un eventuale simulatore biomeccanico del Judo.

 A dire il vero si è convenuto che si potrebbe realizzare un “sistema di insegnamento intelligente” che analizzando schemi, statistiche sui combattimenti, video e quant’altro, possa fornire modelli visivi e non di come realizzare al meglio una certa tecnica. Ali mi ha spiegato come a seconda ad esempio delle categorie di pesoouchigari sia eseguito in maniera diversa e con esiti diversi (velocità di esecuzione ed eventuale controtecnica in particolare). Le categorie più piccole infatti tendono ad un movimento rapido e continuo della gamba, mentre la gente più alta è fisicamente costretta o meglio tende ad eseguire una sorta di kenken per terminare la tecnica, tenendo anche conto che, in caso si voglia effettuare un qualche renraku, con gambe più lunghe è anche più difficile scavalcare l’avversario.

Sostanzialmente le statistiche ci sono  (purtroppo non sono pubbliche e quotidiane come quelle calcistiche)m ik che è un buon punto di partenza per realizzare una base di conoscenza. Raccolte queste si potrebbe elaborare un qualche modello e studiarlo.

Parallelamente a questo è necessario realizzare un sistema che analizzi e registri i movimenti del corpo umano attraverso qualche strumento hardware già esistente (forse già un kinect potrebbe essere utile)

to be continued…

Stage di Nei Dan

Sabato 25 Giugno ho seguito lo stage di Stefano Ricci (qui per la sua prestigiosa carriera agonistica) sulla gestione “interna” diciamo in varie situazioni. Diciamo che è stato uno stage abbastanza impegnativo, vuoi un po’ per il caldo vuoi un po’ per le numerose esercitazioni, ma sicuramente utile.

Gli esercizi per migliorare la “struttura” aiutano sia il Tai Chi, ma in generale possono essere applicati in ogni stile o arte marziale, soprattutto a terra dove prevale generalmente la tecnica sulla forza bruta. In particolare essendo anche esperto di BJJ è stato bello confrontarsi e praticare qualche tecnica a terra.

Mi è piaciuta la definizione “ricerca della qualità rispetto alla quantità” che fornisce un’idea di quanto un’arte marziale classica si distingua da sport sicuramente efficaci ma contemporaneamente troppo aggressivi (per non dire poco puliti).

Il sottotitolo del post deriva dal fatto che teoricamente il saggio maestro di Tai Chi mantiene sempre uno sguardo sereno, quasi sorridente, in quanto ogni tecnica o forma che esegue non deve richiedere sforzo o fatica.

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